Se si dovesse riassumere la storia recente del fondo Carmignac Patrimoine in una frase, si potrebbe dire: “Stesso mandato, nuova leadership, migliori capacità”.
Volendo esaminare in breve questa definizione, lo scopo del fondo, costituito 30 anni fa, è sempre quello di farsi veicolo azionario e obbligazionario flessibile in cui investire, indipendentemente dalle tempistiche.
Il nuovo team di gestione compie due anni. David Older, entrato a far parte di Carmignac nel 2015, dal 2019 co-gestisce il fondo insieme a Rose Ouahba, alla guida dello stesso dal 2007.
Il miglioramento della performance è evidente. Fino alla fine di maggio 2020, il fondo ha superato il 97% della categoria Morningstar Moderate Allocation: e questo nei cinque mesi colpiti dalla pandemia globale del Covid-19, con tutta probabilità il periodo più anomalo che gli investitori abbiano mai dovuto affrontare.
Carmignac Patrimoine significa soprattutto lavoro di squadra con un gran numero di fattori in gioco. Dispone di un’ampia flessibilità tra le sottoclassi di asset e le aree geografiche, il che consente, come dice Rose Ouahba, “di essere esposti, per esempio, al mercato azionario cinese e al contempo alle obbligazioni europee Co-Co”.
Tale flessibilità, a sua volta, richiede una forte attenzione alla gestione del rischio. “Penso che la gestione del rischio rappresenti l’elemento di base del fondo”, afferma David Older. “Io e Rose riflettiamo molto su come le diverse parti di questo fondo possano trovare il giusto equilibrio in termini di rischio.”
Il modo in cui il team lavora va oltre la semplice creazione di due portafogli obbligazionari e azionari separati, che gli investitori potrebbero detenere se scegliessero due fondi diversi e indipendenti.
Patrimoine opera anche come una soluzione di asset allocation, in tal senso, i due manager lavorano a stretto contatto per creare un portafoglio dinamico, basato su una struttura cross-capital.
“Se consideriamo la percentuale del segmento e-commerce rispetto alle vendite retail negli Stati Uniti, il dato è passato dal 5% al 15% negli ultimi otto anni. Negli ultimi due mesi è passato dal 15% a quasi il 30%.”
Nella componente azionaria, Older ha introdotto un approccio bottom-up al suo portafoglio basato sull’identificazione dei trend principali: ciò riflette in larga misura la sua vasta esperienza come specialista nei settori in rapida evoluzione: tecnologia, telecomunicazioni e media. Older ritiene che il macroscenario del mondo, dopo la grande crisi finanziaria, sia caratterizzato da una crescita ciclica lenta e da tassi di interesse ancora molto bassi.
Questa combinazione ha rappresentato per lui un’enorme opportunità per quei titoli azionari che avrebbero beneficiato di vari temi di crescita secolare in settori quali la tecnologia, l’assistenza sanitaria, il segmento consumer e quello fintech. Una volta individuati questi temi, Older ha iniziato a selezionare titoli, per il proprio portafoglio, utilizzando un approccio bottom-up guidato dalla ricerca proprietaria.
Per quanto questi temi fossero già in forte crescita negli ultimi cinque anni, la pandemia di Covid ha agito da catalizzatore e ne ha accelerato l’adozione alla velocità della luce nella prima metà del 2020.
Dai pagamenti online ai giochi d’azzardo, dai video in streaming agli acquisti da casa, le chiusure generali in tutte le principali economie mondiali hanno cambiato le abitudini di aziende e consumatori in pochi mesi, processo che in uno scenario meno anomalo sarebbero stati necessari anni per completarsi.
“Se consideriamo la percentuale del segmento e-commerce rispetto alle vendite retail negli Stati Uniti, il dato è passato dal 5% al 15% negli ultimi otto anni”, afferma Older. “Negli ultimi due mesi è passato dal 15% a quasi il 30%.”
Mentre i prezzi azionari dei principali attori in queste aree sono aumentati drasticamente (con evidente vantaggio della performance del fondo), Older è ottimista nel continuare a detenere tali titoli. Il gestore ritiene abbiano un ulteriore potenziale a lungo termine, pur rimanendo rigoroso sulle opportunità di ottenere profitti, quando giustificate.
“Ciò che abbiamo visto, come dimostrato dalla resilienza dei loro modelli di business durante la pandemia, sostiene l’idea che oggi potrebbero essere ancora più apprezzate rispetto al periodo precedente la crisi”, afferma.
Per Ouahba, gli effetti della pandemia si sono manifestati in modi diversi, ma altrettanto drammatici, sul versante obbligazionario. Ciò riflette principalmente gli intensi sforzi compiuti dai governi e dalle Banche Centrali di tutto il mondo nel cercare di limitare i danni finanziari arrecati alle imprese e ai consumatori.
Così, ad esempio, attingendo alle vaste risorse del team di credito Carmignac, Ouahba ha trovato delle opportunità nel modo in cui gli spread tra i diversi titoli si sono ampliati contestualmente all’avanzata della pandemia. Un settore di particolare interesse è stato quello del debito subordinato degli emittenti bancari.
Guardando al futuro, Ouahba è entusiasta anche dei grandi cambiamenti strutturali che attendono l’Europa sotto forma di fondo di ripresa promesso dall’UE, e del ruolo di questo fondo negli spread tra le obbligazioni sovrane degli Stati membri.
E mentre Older, nella componente azionaria del fondo, segue le tendenze tematiche a crescita secolare, Ouahba resta vigile in merito alle gravi incertezze intorno al ritmo e l’entità della ripresa nascente nelle principali economie, con i lock-down che cominciano ad allentarsi in molti paesi.
Una cosa è certa: in questo momento la situazione mondiale richiede un’attenzione costante per garantire che il fondo continui a seguire il suo percorso.
“Io, David e gli altri membri di Carmignac discutiamo quotidianamente della rapidità con cui le economie si stabilizzeranno”, spiega Ouahba.